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Soul Food (Cibo per l'Anima)
Come tutti i 15 del mese mi reco in edicola, la mia edicola preferita...non
troppo assolata, ma non troppo buia da impedire la lettura "veloce";
non troppo lontana da casa, ma a quella giusta distanza che permetta una
sana "degustazione" del sommario, dell'ultima di copertina e
una rapida anticipazione alla lettura casalinga. Come ogni 15 del mese,
esco ...compro ...leggo e m'incazzo! M'incazzo perché si leggono
sempre le stesse cose (può essere che scriviamo tutti la stessa
musica...?!?), m'incazzo perché si esaltano i tortuosi manierismi
tecnici e si stroncano le sane canzoni testo-accordi-ritmo (qualche giornalista
e qualche rivista ancora si salvano...), m'incazzo perché è
sempre tutto più patinato e così anch'io finisco per aver
l'occhio patinato e l'orecchio saturo...insomma, m'incazzo e basta!
Ho cominciato a suonare la chitarra in parrocchia. Da quell'esperienza
ho imparato due cose: mai fare troppe pentatoniche all'offertorio, evitare
l'uso d'armonici e slide guitar, ma la cosa più importante ...
una buona canzone si regge da sola. Sono tantissime le band che ascolto
e che m'impegnano la mente con assoli, suoni, ambiguità ritmiche;
ma alla fine la cosa che resta è sempre l'anima, l'energia primordiale.
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La musica leggera italiana, il cantautorato doc, il vecchio e sano rock,
ci insegnano che una buona sequenza di accordi, la giusta scelta di un
mi- piuttosto che un do6, danno respiro alla struttura armonica ed allo
stesso tempo dipingono quel quadro di suoni ed emozioni che è la
musica. Le band che si muovono in questa direzione, anche solo per talento,
ci regalano dei bellissimi scossoni emotivi. Che sia post-rock, che sia
nu-metal, dark-reggae-punk-rock-folk-pop, quello che resta è la
struttura. Ed una buona struttura resta se costruita su fondamenta forti.
Le più belle canzoni che personalmente mi restano in testa, sono
quelle che riesco facilmente a "strimpellare" con la mia vecchia
Clarissa classica. Magari semplificando gli accordi, magari saltandone
qualcuno, ma quante persone conosciamo che si divertono e si emozionano
divorando quei volumoni di testi+accordi del tipo: "Le più
belle 100 song degli anni ...". Se la musica può essere "cibo
dell'anima", allora banchettiamo più spesso ai concerti delle
band romane! (...si sa, c'è cibo per tutti i gusti...). Vi saluto
e vi auguro Buon appetito... PEREZ.
Gli altri articoli di Perez:
01: Guardati dal musicista che non performa live
00: Uno Sguardo sulla "Scena"
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