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"Guardati dal musicista che non performa live"
Alcune sere fa mi arrivò un'email, diceva: "Guardati dal musicista
che non performa live". Subito mi saltò alla mente una band
proto-industriale, che vidi suonare a Roma qualche anno fa. (In quel caso
la frase giusta sarebbe stata "...il musicista che non perfora live",
vista l'attitudine dell'ensamble a bucare lamiere con il trapano). Allo
stesso tempo, passando in rassegna mnemonica i tanti oggetti "tecnologici"
che ormai fanno parte del quotidiano occidentale e del mio presente sonoro,
ho pensato alle produzioni musicali create a "tavolino", con
l'ausilio d'efficaci software ed apparecchiature dedicate. Decisamente,
pur parteggiando per la musica suonata e sudata in studio e sul palco,
sono attratto dalla tecnologia. Mi entusiasma "scoprirmi" capace
di muovere macchine e far girare potenti plug-ins audio. Mi affascina
l'uso dei campionatori, del protocollo midi, dei computers. Verso la metà
degli anni '90, al "Circolo degli artisti" (a quel tempo in
Via Lamarmora), frequentavo delle interessanti serate industrial e tekno-goth.
Molta elettronica e tanti live set dove gli artisti mandavano in play
macchine con basi registrate e suoni acidi.
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In quel caso? Cosa dire
di quel modo di esprimersi? Io sono convinto che la tecnologia sia un
valido aiuto per ampliare le capacità espressive, per arricchire
la propria vena creativa, per rendere più veloci tante operazioni
di pre e post produzione. E' vero, sì! C'è un rovescio della
medaglia...Allo stesso tempo, con la raggiunta facilità d'acquisto
di computers e softwares musicali, sta diminuendo la qualità per
una crescente quantità di "obbrobri" musicali. Non m'interessano
i grandi marpioni della musica, ma parlo dei nuovi artisti. Il programmino
giusto...e tutti lì a fare i tecnici. Ma quanti veramente sanno
ricercare un suono? Quanti "perdono" tempo a scegliere e posizionare
microfoni davanti a strumenti musicali veri? Quanti sanno cogliere le
belle sfumature anche di una lieve stonatura? Non che sia contrario ai
samples, ma la musica è fatta anche di rumori e sporcizia, di dissonanze
e melodie rugginose, come di pulitissimi suoni e belle armonie. Lasciamo
che siano i "poveri di spirito" ad impazzirsi con intonatori
e diavolerie simili, per coprire il pressappochismo dilagante! Dinanzi
ad una canzone scritta e suonata dal vivo, con il cuore, anche un computer
si commuove! Sigh!...
Come sempre vi saluto...ma questa volta con il vocoder inserito.
PEREZ.
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