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Il Cineclub Detour di Via Urbana

Salve alla “scena”, P7 è tornato e questa volta il suo mezzo di indagine sarà quello dell’intervista. Per un’indagine che però, sposta leggermente l'attenzione dalle tematiche di solito affrontate; infatti, con il presente articolo ci si propone di portare alla vostra attenzione realtà culturali parallele che possono generare interesse e spinte positive in campo artistico e culturale.
Alla luce di tutto ciò, un fervido “territorio metafisico” verso il quale spingere la propria curiosità è quello in cui si fondono più attitudini e in cui le forme d’arte sconfinano l’una nell’altra; quello delle “connessioni artistiche trasversali”.
La nostra città, pullula di luoghi (a volte veri e propri santuari della cultura “contaminata”) che costituiscono dei punti di incontro iniziali per gruppi di persone attive, le quali, coltivando la cultura della libertà di espressione, ne fruiscono in prima persona ma soprattutto ne permettono la diffusione.
Il primo caso tangibile che le mie cigolanti sinapsi mi suggeriscono, circa la realtà culturale alternativa romana, è il Cineclub Detour di Via Urbana. Per una serie di motivi, tra cui: la versatilità della struttura (all’interno del cineclub oltre alla proiezione di film, si allestiscono mostre e si svolgono sonorizzazioni live di pellicole mute), una mia personale e antica amicizia con un operatore del Detour ma soprattutto una lodevole iniziativa che il cineclub si sta impegnando a realizzare per il prossimo autunno; un portale musicale (denominato “interferenze” e parallelo al sito internet del Detour) dedicato in larga parte alla scena underground.
Abbiamo, allora, il piacere di scambiare alcune battute con uno degli “operatori volontari” del Cineclub Detour: Riccardo Ponis.

P7- Ciao Riccardo, sarebbe il caso di iniziare quest'intervista con una tua sintetica (per favore!) caratterizzazione del Detour, del percorso che lo ha portato a ciò che è oggi e dei risultati raggiunti.

RP- Il Detour nasce verso la fine del 1997 dalle ceneri di un’altra associazione culturale (Fuori Campo) che organizzava proiezioni cinematografiche affittando una saletta sulla Nomentana. Tutto ciò che conosco riguardo la genesi del Detour mi è stato raccontato dai “nonni” fondatori, dato che la mia collaborazione con loro è nata solo qualche mese dopo l'apertura del locale.
- Da circa tre anni sono un membro effettivo, e posso quindi dirti che al Detour viene semplicemente proposto ciò che ci piace. I nostri gusti sono molto disparati, ma sempre accomunati dal fattore “alternativo” (inteso come alternativo alla “cultura imposta”).
- Quindi il Detour è un posto alternativo, o perlomeno poco comune. Noi stessi siamo alternativi dato che da 6 anni facciamo “volontariato cinematografico” senza prendere un soldo. Invece che aiutare i bambini che muoiono di fame, tentiamo di non far atrofizzare i cervelli di un po’ di gente. Delle volte ci riusciamo, altre volte no.

P7- Puoi parlaci a grandi linee del progetto interferenze?

RP- Io adoro tutto ciò che è indipendente, semplicemente perché l’autore è immerso in un contesto più povero (quindi ha bisogno di aguzzare l’ingegno per spiccare), ma più libero (ad esempio, a nessuno interessa se c’è una bestemmia in un film underground, ma scandalizza tutti se c’è nel commissario Montalbano). L’underground cinematografico ha bisogno di visibilità (e per questo c’è il Detour). E lo stesso discorso vale ancora di più per la musica, dato che l’avvento di Fastweb sta creando una rivoluzione incontrollabile e non ancora totalmente decifrabile al limite dell’utopia.
- Come il grande Bowie ha rilasciato in un'intervista, l’industria discografica ha al massimo altri dieci anni di vita; la musica diverrà un bene primario come l’acqua. E’ finita l’era delle rock star! Probabilmente nessuno potrà più diventare miliardario con la musica, ma tutti avranno la possibilità di esprimersi e far sentire quello che hanno da dire.
- Proprio per questo c’è la necessità di alcune guide che informino dell’esistenza dei prodotti.
- “INTERFERENZE” è la sezione musicale del sito del Detour. Tenteremo di dare un'organicità (naturalmente soggettiva) a questa misconosciuta (tutti sanno che c’è ma nessuno sa quanto è grande) scena indipendente Italiana.

Cineclub Detour
Via Urbana 47/a
00184 Roma
Tel. 06.4872368
Web: www.cinedetour.it

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P7- Il Detour ha sempre avuto un occhio di riguardo per il cinema vero, quello che nasce da una spinta creativa autentica, non finalizzato unicamente a riempire le sale; senza mai ghettizzare alcuna proposta a priori; per il progetto interferenze userete la stessa politica? o intendete muovervi in altro modo?

RP- Attueremo la stessa politica nella maniera più assoluta.
- Come detto in precedenza, ci occuperemo quasi ed esclusivamente di musica indipendente. Dagli (ormai estinti) demo tape fino ai dischi delle più “grandi” etichette indipendenti, senza perdere d’occhio quello che accade dalle altre parti del mondo. Perché, ci crederai o no, non siamo più semplicemente Italia, siamo Europa. E se nella gelida Scandinavia hanno una meravigliosa scena rock & roll, per quale motivo non possiamo averla anche noi?
- Potrebbe esserci tanto di quell'oro a casa nostra. Basta impegnarsi a scoprirlo e dirlo agli altri.

P7- Come pensate di stimolare il pubblico per quanto riguarda il progetto “Interferenze” e di seguito per le proposte musicali che in futuro promuoverete?

RP- Fomentandoli con un qualcosa di valido che hanno sempre avuto sotto il naso, ma che non hanno mai conosciuto.
- Non sono particolarmente ottimista riguardo la qualità della musica che riusciremo a trovare, perché considero l’Italia un paese cerebralmente arretrato. Ma spero con tutto me stesso che qualcuno mi contraddica. E posso dirti che qualcuno l’ha già fatto.

P7- Partendo dal fatto che, portali dedicati alla scena musicale capitolina esistono già (e io ne rappresento ora uno di questi; sono un “corrispondente” di supertrigger.com), quali saranno i servizi offerti dal portale “Interferenze” ai musicisti dell’underground romano? E soprattutto, pensate di focalizzare l’attenzione sulla scena locale oppure di allargare lo sguardo oltre i confini regionali e nazionali? (Mi riferisco comunque all’underground).

RP- Ci allargheremo sicuramente verso altri confini, l’importante è che ci sia una richiesta.
- In “INTERFERENZE” tutti i gruppi verranno trattati in maniera estremamente professionale: ci saranno interviste, recensioni, segnalazione di concerti e news.
- Nessuna discriminazione sia nel bene che nel male. Se ci piace il gruppo bene, altrimenti male. Basta con i complessi di inferiorità o con i discorsi idioti tipo “bisogna fomentare la scena anche se produce merda!!” . Massima professionalità.

P7- Che tipo di opportunità pensate che “interferenze” possa offrire al musicista per aiutarlo ad ottenere qualcosa dai propri sforzi?

RP- L’opportunità di poter partecipare ad altri progetti che abbiamo messo in cantiere (come la sonorizzazione live di vecchi film muti ad esempio), e farci sapere chi ci piace di più e chi meno ( per poterci orientare riguardo altri progetti in cantiere)

P7- Come pensate di muovervi per cercare di generare una spinta positiva? A Roma per esempio, c'è un monopolio delle cover band, avete già una strategia operativa per contrastare tale fenomeno?

RP- Prima tenteremo di esistere; poi cercheremo di accattivarci la fiducia dei gruppi per farci spedire del materiale. Andremo a qualche concerto, lo recensiremo, e tenteremo di avvalerci della collaborazione di qualche altra persona. Successivamente è prevista l’organizzazione di eventi. E’ tutta una reazione a catena!
- Purtroppo l'Italia non ha la cultura dei club-rock. Se i ragazzi iniziassero ad andare a vedere i concerti di alcuni validi gruppi nostrani (senza spendere i soldi per delle inutili copie di gruppi stranieri), la situazione potrebbe cambiare. Tutto sta nell’incuriosire le persone.
- A differenza di altri, noi abbiamo una base operativa (il Detour) che può permetterci di fare ciò che vogliamo: feste di inaugurazione, vendita cd, segnalazione concerti ecc.
- Speriamo bene!

"Per quanto mi riguarda, sono sicuro che se INTERFERENZE verrà alimentato da chi ne prenderà parte, con lo stesso spirito che ha caratterizzato la politica propositiva del Detour in questi anni, la riuscita del progetto sarà pressoché certa. Per cui ringrazio Riccardo Ponis per questa breve chiacchierata ed auguro a lui, come al resto dello staff di INTERFERENZE, di raggiungere col tempo tutti gli obbiettivi prefissati.
Un abbraccio alla scena."

P7. (Giugno 2k3)

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Non importa....
Prendi la parte migliore di te e cadi in là
La vita è bella e l'uomo è cacciatore
e per altro.... staremo per troppo tempo morti.
:-h
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