I SUM41 sono imposti sul mercato discografico dalla
Island Records, (che negli anni ottanta produceva band a mio avviso
di altissimo spessore come gli Anthrax!) che decide di cucire addosso
ai quattro pischelli un immagine di rockettari maledetti
dediti alle attività più squallide ed infime, nonché
di simpatizzanti di Satana e del male in genere. Tanto più che
la biografia presente sul sito
www.sum41.com
(pieno zeppo di morti viventi claudicanti) parla del gruppo come di
un epidemia che colpirà lintera popolazione mondiale e
dalla quale sarà impossibile difendersi.
Personalmente, senza mezzi termini, vedo in questa proposta musicale
un triste tentativo di ricalcare sentieri che nellambito del punk
sono stati già battuti, invece di una rielaborazione o reinterpretazione
personale; la strafottenza dei Sex Pistols (che nonostante la sfacciata
mossa commerciale messa in atto dal loro produttore, Malcom McLaren,
erano dei veri e propri reietti!) o la tendenza Horror dellottimo
punk dei Misfits.
Il problema con i Sum41, è che nonostante la loro musica possa
sembrare sgangherata e sincera ad un primo ascolto, le loro
facce punk ben rasate, i loro vestiti punk ben lavati, stirati, griffati
ed alla moda, il loro sound perfetto, bello e impossibile, smentiscono
ogni buon proposito e tradiscono levidenza di un fenomeno costruito
a tavolino.
Troppo giovani per poter aver compiuto una seria gavetta
da animale da palco, punto sul quale i gruppi che suonano questo tipo
di musica basano la loro forza, li ritroviamo presenti su ogni supporto
audio e video che la tecnologia ci suggerisce, su ogni network e con
una serie di date in programma, che per numero impressionerebbero persino
Frank Zappa. I loro video puzzano di soldi e di esperienza altrui, i
loro strumenti sono nuovi di zecca e le loro esternazioni provocatorie
hanno il sapore di un copione mal recitato, quello della ribellione
a tutti i costi, quello del Satanismo del fine settimana.
Rimane il fatto che essere ribelli ed anticonformisti risulta
assai più semplice e molto meno stressante, quando si è
firmato un contratto con una major che ti riempie le tasche di soldi.
Il denaro, nella nostra società, è in fondo peso sociale,
scudo dietro il quale riparare le proprie lacune, background sul quale
costruire la propria immagine e la propria fittizia personalità
vincente. Mentre, a mio avviso, nella maggior parte dei casi, per essere
antagonisti allordine delle cose (nel caso in cui
ci sembri indispensabile esserlo) basta usare il cervello, il cuore
e nel caso specifico della musica, le orecchie.
"Aprite gli occhi, se accettate un intrattenimento o una cultura
finta, vi ritroverete con una vita finta, che inevitabilmente si disintegrerà
nell'impatto con la realtà".
Un abbraccio alla scena.
P7 (
Febbraio
2k3)
P7
p78a@hotmail.com
www.kardia-musik.com