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Antisofisticazione Musicale: Sum41

Dal momento in cui, per la prima volta ho sorpreso la musica intenta a scavarmi dentro, ad alimentare i miei sogni e a curare le mie ferite, non ho mai smesso di attribuirle un ruolo enormemente più vasto rispetto a quello di meccanismo d'intrattenimento che la discografia moderna sembra volerle cucire addosso.
Nella maggior parte di casi, coloro i quali gestiscono il denaro che circola nel mondo musicale, si guardano bene dall’alimentare e supportare “musica vera”, (quella di chi ha voglia di esprimersi) manifestando un’esplicita devozione all’equazione: "pischello carino + look di moda + grafica accattivante + luoghi comuni + passaggi sui media + grande distribuzione = successo di massa" (cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia).
L’immagine (intesa come aspetto esteriore dell’individuo/musicista) sembra essere diventata il più importante canale di comunicazione, soprattutto per quanto riguarda le dinamiche adolescenziali; prestanza ed ostentato anticonformismo sono le armi di chi imperversa sui media, ipnotizzando i più con proposte musicali caratterizzate nella maggior parte dei casi da un’inconsistente valenza creativo/emozionale.
E’ vitale sottolineare che con questo sistema il fruitore non ha un artista da seguire, infatti dato che il fenomeno del momento è "finto" o "costruito a tavolino", non esiste sul territorio, e anche se continua a produrre musica non si evolverà (prodotto vincente non si cambia), estinguendosi lentamente.
A questo proposito vorrei parlarvi di un caso specifico: i SUM41.
Si tratta di un gruppo di giovanissimi canadesi, il cui video “Does this look infected?” è stato per parecchio tempo inserito nella programmazione spiccatamente mainstream di MTV. Ed è proprio il video in questione che ha fatto sorgere sia in me che in Heinz, una serie non indifferente d'interrogativi circa la genuinità della proposta in questione; sono quattro ragazzi: Deryck "Bizzy D" Whibley - (Vocals, guitarded), Dave "Brownsound" Baksh - (Riffa Mortis), Cone McCaslin - (Free bass-er), Steve "Stevo32" Jocz (Skins, sins... twins), che propongono un punk-rock senza troppe pretese; sufficientemente orecchiabile e ostentatamente trasgressivo, così da poter essere gli idoli perfetti del prototipo di adolescente superficialmente ribelle. segue>>

Altri interventi di P7:
Il Tempio
del 22/11/02
Frammenti di violenza controllata
del 05/11/03 (presentazione ep)
A Roma nel locale **censurato** ! del 09/10/02
Continua lo sfogo di P7 part2 del 08/07/02
Sfogo part1 del 24/06/02

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I SUM41 sono imposti sul mercato discografico dalla Island Records, (che negli anni ottanta produceva band a mio avviso di altissimo spessore come gli Anthrax!) che decide di cucire addosso ai quattro “pischelli” un immagine di rockettari maledetti dediti alle attività più squallide ed infime, nonché di simpatizzanti di Satana e del male in genere. Tanto più che la biografia presente sul sito www.sum41.com (pieno zeppo di morti viventi claudicanti) parla del gruppo come di un epidemia che colpirà l’intera popolazione mondiale e dalla quale sarà impossibile difendersi.
Personalmente, senza mezzi termini, vedo in questa proposta musicale un triste tentativo di ricalcare sentieri che nell’ambito del punk sono stati già battuti, invece di una rielaborazione o reinterpretazione personale; la strafottenza dei Sex Pistols (che nonostante la sfacciata mossa commerciale messa in atto dal loro produttore, Malcom McLaren, erano dei veri e propri reietti!) o la tendenza Horror dell’ottimo punk dei Misfits.
Il problema con i Sum41, è che nonostante la loro musica possa sembrare “sgangherata” e sincera ad un primo ascolto, le loro facce punk ben rasate, i loro vestiti punk ben lavati, stirati, griffati ed alla moda, il loro sound perfetto, bello e impossibile, smentiscono ogni buon proposito e tradiscono l’evidenza di un fenomeno costruito a tavolino.
Troppo giovani per poter aver compiuto una seria “gavetta” da animale da palco, punto sul quale i gruppi che suonano questo tipo di musica basano la loro forza, li ritroviamo presenti su ogni supporto audio e video che la tecnologia ci suggerisce, su ogni network e con una serie di date in programma, che per numero impressionerebbero persino Frank Zappa. I loro video puzzano di soldi e di esperienza altrui, i loro strumenti sono nuovi di zecca e le loro esternazioni provocatorie hanno il sapore di un copione mal recitato, quello della ribellione a tutti i costi, quello del Satanismo del fine settimana.
Rimane il fatto che essere ribelli ed anticonformisti risulta assai più semplice e molto meno stressante, quando si è firmato un contratto con una major che ti riempie le tasche di soldi. Il denaro, nella nostra società, è in fondo peso sociale, scudo dietro il quale riparare le proprie lacune, background sul quale costruire la propria immagine e la propria fittizia personalità vincente. Mentre, a mio avviso, nella maggior parte dei casi, per essere “antagonisti” all’ordine delle cose (nel caso in cui ci sembri indispensabile esserlo) basta usare il cervello, il cuore e nel caso specifico della musica, le orecchie.
"Aprite gli occhi, se accettate un intrattenimento o una cultura finta, vi ritroverete con una vita finta, che inevitabilmente si disintegrerà nell'impatto con la realtà".
Un abbraccio alla “scena”. P7 (Febbraio 2k3)

P7 p78a@hotmail.com
www.kardia-musik.com

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:-h
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