-.
   
 
Sfogo part2:

<<Part1<< Il problema è la quasi assoluta mancanza di una cultura musicale alternativa romana, l’atteggiamento remissivo dei più, che prendono per buona musica tutto quello con cui vengono bombardati dai mass media (sostanzialmente prodotti discografici capaci di produrre un guadagno immediato, entrando nelle grazie del pubblico più per attributi fisici che non per la qualità della musica proposta). Da qui nasce la mancanza di spazi, di strutture, di iniziative sul territorio; tutti diritti che sarebbero dovuti e che invece stiamo ottenendo lentamente e con grandi sforzi.
Il disagio è forte per chi suona musica ma anche per chi vorrebbe ascoltarne di interessante assistendo ad un concerto o acquistando un cd. E si tratta di un disagio che evidentemente è stato avvertito anche nelle alte sfere dell’industria musicale, poiché ecco che recentemente rimbalzano, dalla Sony all'Universal, proposte sulla riduzione del prezzo dei CD, a mio avviso questo è il chiaro segnale che l'industria musicale è sull'orlo di un collasso, forse irreversibile e uno dei motivi di questo collasso, sempre secondo il mio modo di vedere, va individuato proprio nelle scelte delle major che lanciano proposte musicali per lo più obsolete e costruite a tavolino, e facendo questo si allontanano dai bisogni della gente normale, quella che fino ad ora continua a fatica a comprare i cd.
I negozianti, venditori di musica al dettaglio, dal loro canto denunciano magri guadagni dovuti da un lato segue>>

Top>>

 
agli alti costi d’acquisto imposti loro dalle case di distribuzione (costi integrati da tassazioni quali ad esempio il charge delivered, che è l’aliquota per il trasporto della merce ed è parte integrante dei listini delle case discografiche in percentuale fissa) e dall’altra al diffondersi della pirateria e dello smercio di manufatti illegali (l’Italia è prima nelle classifiche mondiali con circa 900.000 pezzi sequestrati soltanto nei primi mesi di questo anno) che sono potenzialmente identici all’originale.
E’ un cane che si morde la coda, un continuo “scarica barile”, che vede comunque a mio avviso, come maggior indiziato lo stato italiano in prima persona, colpevole di lasciare all’improvvisazione troppe scelte fatte in campo musicale (l’abbassamento dell’Iva al 4% sarebbe ad esempio una mossa coraggiosa ma sensata e sicuramente prolifica) e di attaccarsi a realtà ormai superate come il Festival di Sanremo (messo in discussione perfino dalle major) e lo stesso concetto di “canzone italiana”.
Vorrei continuare il mio sfogo all’infinito ma credo che lo spazio a mia disposizione si stia esaurendo, per cui vi saluto sperando di trovare il tempo per approfondire in futuro tematiche quali ad esempio, la difficoltà che incontrano i gruppi dell’underground romano nel riuscire a suonare in condizioni live quantomeno accettabili, le responsabilità e le inadempienze quasi proverbiali di alcuni gestori di locali per musica dal vivo.

A presto .
P7

Top>>

   

. SuperTrigger.com © 2002. E' vietata ogni forma di riproduzione non autorizzata, anche parziale. Tutti i diritti riservati. Contenuti sono ™ © ® dei rispettivi proprietari. Sito nato da un'idea di Heinz Andrew Nardi in aiuto della scena musicale di Roma e dei suoi Musicisti. In ricordo di Paolo Ventriglia. .
 


Sempre
Il Tempo passa e la sua fine é ignota.
Non importa....
Prendi la parte migliore di te e cadi in là
La vita è bella e l'uomo è cacciatore
e per altro.... staremo per troppo tempo morti.
:-h
*