-Motorama
   
 
"No bass fidelity" 02

WIRELINE
WOLVERNIGHT ‘ZINE
STEWEY’S STAR
TAXI-DRIVER
ALTERNATIZINE
MUSIC CLUB
PASSIONE ALTERNATIVA
SAN MARTIN REC
MOTORAMA: LIVE REPORT

>>Rassegna Stampa No Bass Fidelity Pg.01


WIRELINE
Franco Lys Di Mauro
Rock ‘n roll scalcinatissimo e suonato con impeto completamente primitivo e "ignorante" quello delle motorama. tutto ridotto all’ essen-ziale, al minimo concepibile: chitarra-voce-batteria che si scontrano e si rincorrono nel lerciume strappando gli accordi slabbrati ma minimali dei pussy galore. ecco, quando mtv manda in onda le facce stupidine e ammiccanti di tante divette del pop, pensate piuttosto alle grandi labbra delle motorama che vi stampano addosso un bacio veloce e violento e spegnete quella ciofeca. no bass fidelity non è la celebrazione del rock e delle sue ideologie, solo del suo istinto. e’ il rumore vivo e tagliente di chi si rifiuta di sedersi in cattedra ma nemmeno si accontenta di stare seduto al banco di qualsivoglia scuola, preferendo piuttosto stare in corridoio, a far friggere un marshall valvolare poggiato tra il tavolinetto in tinta frassino della bidella e l’ orinatoio dell’ istituto. "we are motorama and we are having fun". e joey e dee dee escono dal cesso e le stanno a guardare, col sorriso sereno e un po’ demente di chi è riuscito a tirarci l’ ultimo scherzo, quello definitivo. comprate questo disco e bruciate il vostro dvd ad alta definizione che il rock ‘n roll non ha bisogno di inchiodarvi alla sedia, ma di sfilarvela giù dal culo.
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WOLVERNIGHT ‘ZINE
– ott. 2003 n. 37
Macy
Laura-Elena-Daniela sono i nomi delle tre Motorama, ragazze terribili, romane che dopo un’interminabile serie di 7", demo, compilation approdano al primo vero disco edito da Bar La Muerte.
Il disco è una bomba elettrica in bassa fedeltà, una gemma del rock’n’roll made in Italy, un’esplosione eccitante che ti fa solo venire voglia di spingerti oltre qualsiasi limite lecito.
E’ difficile poter aggiungere qualcosa quando istintivamente un disco ti comunica tutto questo entusiasmo, le Motorama non sono la next big thing del rock, ma con onestà, passione e una buona dose di talento rileggono e scrivono nuove pagine di un genere che negli ultimi anni di stare segregato in cantina non ne vuole più sapere. E’ chiaro che la lezione e i riferimenti non sono misteriosi, il garage punk a stelle e strisce, i gruppi della In the Red, lo spettro compresso della Blues Explosion, il merito delle Motorama sta nel metterci l’aggressività giusta e avere la capacità di scrivere ottime canzoni, e queste caratteristiche sono tutte farina del sacco di queste bad girls.
La produzione del reverendo Bugo e la collaborazione con Roberto Rizzo dei R.U.N.I. non fanno altro che impreziosire il disco che si assesta, secondo me, non molto al di sotto delle produzioni americane (se non è anche meglio di molte), d’altronde una delle cose che mi ha colpito maggiormente è che per 34 minuti queste sparano 13 canzoni con l’acceleratore sempre al massimo, chitarra, voce e batteria, unite, tese e spasmodiche non mollano mai, non cedono un metro, è tutto un inseguirsi di riff, urla, feedback,cori, schitarrate, con una voce bellissima che non sbaglia un colpo ed è completamente calata nel genere (cosa tra virgolette non proprio semplice). Insomma un’esperienza bellissima e un disco importante, da conoscere e possedere.
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STEWEY’S STAR
n. 4
Viene da Roma questo terzetto (recentemente divenuto duetto) tutto al femminile che ha ritenuto opportuno titolare il proprio full lenght di debutto con un gioco di parole che la dice lunghissima sulle proprie propensioni musicali LO-FI. Anche perché, come disse una volta un’altra band, che però si muoveva su coordinate "umoristiche" decisamente differenti "il basso non serve". Neanche a dirlo, nel cd in questo il basso la sua mancanza non la fa sentire nemmeno un po’, ed anzi sarebbe stato un pleonasma … e detto per inciso un pleonasma è una cosa come quando si dice "governo ladrone" invece di "governo"; questo perché poi non si abbia il coraggio di sostenere che Stewey’s Star non anche e soprattutto una pubblicazione culturale di un certo rilievo. Le Motorama (nome evidentemente ripescato dal rinomato grezzissimo film americano) si cimentano nel rock’n’roll garage, quello che sporco nasce e tale va registrato, quello distante anni luce dalel produzioni americane "major" disgustosamente rileccate (e truccate col rimmel della bassa fedeltà, per artifizio, in studio) che di questo tempi infestano i migliori (e dunque nel vero i peggiori) negozi di dischi. Ed il sound delle Motorama, letto in tale prospettiva, è una pesa lezione di purismo, arte neoclassica; l’apprezzarlo giustappunto per questo è né più né meno che un dovere morale. Non a caso chi si è occupato della registrazione è stato il Bugo, che per chi non sapesse è uno che ha fama di autorevole voce in capitolo nel "Lo-fi" biancorossoverde, i suoi dischi testimoniano.
Chiaramente ora chi mi ha capito lo suppongo già per strada, euri in mano, alla strenua ricerca di "No bass fidelity"; e che benedetto sia il nome suo. Però, dato che sono un tipo a cui piace godere di quel minimo set di certezze nella vita, pago a questo punto un tributo all’imponderabile aggiungendo qualche riga tramite il sempre efficace espediente dell’ipotassi; siete quelli che "in Italia di rock’n’roll come si deve ce n’è come di panda che scopano"? siete quelli che "il reggae ai negri, la musica classica a mia sorella figlia di papà e soprattutto di puttana, il rock’n’roll a chi c’ha il cazzo e le palle sotto"? Curatevi, ne avete francamente bisogno: "No bass fidelity", due tre volte al dì, dopo i pasti.
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TAXI-DRIVER (ott. 2003)
Dale P.
Qualche giorno fa ho ripreso in mano l'ormai mitica compilation "Metal Machine Muzak" di casa Gammapop (numero 1 di catalogo!) targata 1997 e scorrendo la tracklist chi mi ritrovo al numero 4? Ma le Motorama, questo splendido gruppo romano dedito ad un noise-rock di grande impatto e casino!! Allora erano molto più oscure e debitrice di certe sonorità del nord-ovest di Seattle. "Spastic Song" ricompare 6 anni dopo al numero 2 di questo "No Bass Fidelity". Dato che è un protetto di questa 'zine, diciamo che alla registrazione e al mixaggio ci troviamo il grande Bugo, ma è un dettaglio, onestamente, trascurabile. Ci occupiamo solo ora di questo disco dato che la prima tiratura è andata esaurita praticamente subito e solo ora è uscita la seconda (a cui seguirà la versione in vinile dello stesso). Altra grande novità è il passaggio da trio a duo.. Ma basta parlare di numeri e cazzate simili. Passiamo ai fatti: le Motorama spaccano il culo! Rock debitore di infinite influenze ma alla fine non ce ne frega niente, le Motorama vogliono spaccare, divertire e divertirsi e ci riescono alla grande! Basta incensare gruppi stranieri di poco talento e super pompati, queste Motorama meritano rispetto e fama! E subito!! Cercate il disco e andate a vederle dal vivo, non ve ne pentirete!!!
Canzoni significative: Spastic Song, 77
Voto: 4/5

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ALTERNATIZINE (sett. 03)
Luca Sulis
Le motorama guardano senz'ombra di dubbio con nostalgia al passato: primordi punk e grezzo rock'n'roll sembrano essere evidentemente le loro principali ascendenze. Il caso vuole, poi, che queste signorine romane, dopo anni di apprendistato musicale, esordiscano ufficialmente proprio in un frangente in cui la riscoperta di un certo rock alternativo di matrice americana (anche grazie alla palingenesi della vecchia scena newyorkese ) sta fungendo da raccordo fra il panorama europeo e quello degli states.
Che sia stata una mossa furbetta  di un insospettabile talent-scout chiamato Bugo? No, non credo proprio, o meglio, non ci interessa, vista la valenza della band. Più concretamente questo trio tutto al femminile (ora diventato se non erro un duo chitarra-voce e batteria) sprigiona infatti una rara potenza evocativa.
Energiche e compatte, nonostante la scarna line-up, le Motorama riesumano l'istintiva rabbia stoogesiana, le provocatorie storture punk'n'roll in circa 12 dodici sfuriate che metterebbero in imbarazzo buona parte della scuderia Crypt. Pochi secondi della prima e devastante traccia, intitolata Lucienne, possono bastare. D' altronde vorrà dire qualcosa se quest'anno l'ipercritico patron Agnelli non ha avuto nessuna remora a pescarle nell' attivissimo sottobosco capitolino, nonostante questo sia pieno zeppo di buone bands punkrock,  per poi inserirle coraggiosamente nel palinsesto di numerose date del carrozzone del Tora Tora! festival. Provare per credere.
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MUSIC CLUB n. 132 – sett. 03
Mi sono guadagnato la simpatia delle ragazze indovinando, la prima volta che ci siamo scritti, da dove han preso il proprio nome. Vabbè, lo rivelo, anche se poi i soliti rubagalline ci faranno gli sboroni sulle riviste per Tutti. Testuale, dall’e-mail: "… complimenti per essere tra i pochi al mondo che conoscono il film di Barry Shils! ebbene sì, il nome del gruppo viene proprio da lì". Tra l’altro, in due parole, la pellicola tratta di un ragazzino che rubata un’automobile cerca di completare la parola "motorama" con le lettere dei buoni benzina per poter incontrare, come premio, l’attrice dei suoi sogni. In mezzo, ovviamente, il vaneggiamento più sfrenato. Quanto al trio muliebre capitolino, oggi ridotto a duo, è la cosa più fresca ed eccitante che mi sia capitato di incrociare da tempo. R’n’r di quello scarno o, come dicono in un loro volantino, primitivo, grezzo, esplosivo, minimale, punk, sexy’n’wild. Nel caso vi piacciano le Demolition Dolls Rod, allora so già che le adorerete. Nel caso pensiate che gli White Stripes siano la cosa più violenta e scorticata che abbiate mai sentito beh, allora compratevi No Bass Fi (e da lì risalite indietro nel tempo) e vi ricrederete. L’album è una spremuta di 13 canzoni (di cui la track finale sperimentale) in rapida successione, così secco e selvaggio che i titoli non servono (fareste dei distinguo sui primi dischi dei Ramones?) e la cui forza consiste appunto in un granitico blocco di fili di ferro e cocci di vetro. Grande r’n’r e sprezzo per l’alta fedeltà (dietro la console: Bugo), pochi accordi ben sistemati (la solita vecchia, benedetta storia del r’n’r) e strumentazione ridotta all’osso (voci chitarra e batteria in pratica; niente basso, come già fu per i Cramps. E per i B-52’s a dirla tutta). No Bass Fi ha il fascino della cantina, dello scolo che esce dai cartoni del retrovicolo del bar, della birra da quattro soldi venduta in posti dove hanno ancora il juke box coi 45 giri, dei cessi coi numeri di telefono e gli improbabili virtuosismi sessuali scritti a pennarello sulle porte mezze scardinate e delle macchine scassate ma con gli sticker giusti. Poi ci sono anche i Buddha bar ma allora, probabilmente, avete sbagliato rubrica. We are Motorama and we’re havin’ fun! Imperdibile, già ristampato e disco del mese (anche se di mesi, dall’uscita, ne sono passati diversi). The Raven
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PASSIONE ALTERNATIVA - Voto : 10
Questo terzetto romano tutto al femminile, conosciuto poco dal mondo del punk, ma molto dal mondo del garage, in questo loro disco (in passato avevano registrato solo ed esclusivamente su vinile e 7"), ci incantano con il loro amore per il rock'n'roll e per il casino più estremo. La voce sensuale e maledetta della cantante, rimbomba nelle mie casse, come un urlo spaziale in un completo silenzio. Tante forse troppe influenze per poterle scrivere tutte, diciamo che assomigliano molto alle Bikini Kill, con una parte melodica indirizzata verso il gruppo californiano delle Hole. Tra gli strumenti musicali, incredibile ma vero, le Motorama, fanno uso solo di chitarra e batteria, senza usare il basso, e nel sound generale dopo un pò lo si nota, il graffiante suono della chitarra, pompa che è una meraviglia, e le note realizzate dalla chitarrista sembrano "poesie musicali". La canzone simbolo di No Bass Fidelity è "Lucienne", dolce al punto giusto e acida quanto basta. Da ricordare infine anche il produttore di questo disco, nonchè proprietario dell'etichetta il Bar la Muerte, Bugo.
Conclusione: un suono speciale, brani tirati fino alla morte, e talento da vendere, queste sono le Motorama!
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SAN MARTIN REC. – Voto 10
Sono in due: una dietro la batteria e l'altra con a tracolla la sua "diavoletto nera", ma si fanno davvero sentire!!!
Dietro di loro si cela la mano e l'esperienza underground di un certo Sig. Bugo.
Subito dalle prime note si capta un punk rock deciso ispirato molto dalle melodie anni 70, con suoni distorti e acidi, ma nello stesso tempo psichedelici e potenti come i ritmi della batteria...
Meritano la menzione : "Spastic song" , "Wild girl" , "77", "Lucienne", "Possession" e la finale "Devil's fudge cake (666)".
Il mio giudizio e' decisamente a loro favore, meritano veramente l'ascolto visto che sono in due oltretutto donne... e questo ci fa un enorme piacere. Grandissime!! David - Valenza Motown (san martin rec)
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MOTORAMA: LIVE REPORT!
Live Angi Pub, Trento
L’ADIGE, venerdì 22 agosto 03 – Fabio De Santi
Sembra che il mondo del rock alternativo sia contagiato sempre di più da una spinta all’essenzialità .Gruppi come WHITE STRIPES (in testa alle classifiche in Inghilterra e Stati Uniti d’America ) o THE KILLS si presentano on-stage in una formazione a due (basso e batteria o basso e chitarra ). Una formula che, fatte le debite proporzioni, hanno scelto le MOTORAMA nel loro live di martedì sera in un Angi stracolmo, a dispetto del gran caldo. Batteria e chitarra che hanno creato un muro di garage-punk grezzo e diretto, anche se a tratti la mancanza del basso l’abbiamo sentita. Le Motorama masticano bene gli elementi del genere come hanno dimostrato nel loro primo cd in una line-up a tre. Ragazze arrabbiate , "rriot girls ", cresciute ascoltando BIKINI KILL, SEVEN YEAR BITCH, L7 ma anche CRAMPS, SONICS e STOOGES!
Le canzoni delle Motorama sono scarne ed essenziali, segnate da un‘attitudine garage-punk minimale che caratterizza tutte le canzoni di "No Bass Fidelity", proposto per intero praticamente in Angi. Suoni lo-fi, suoni da rockers insomma come quelli che attraversavano l’abrasiva e sensuale "Bow-shaped Lips ", la furiosa carica sonica che attraversa il blues di "Drive Mary home, baby ", senza dimenticare le dissonanze di " Devil’s fudge cake ". Amplificatori (amplificatore … ) a manetta, canzoni urlate con vocine da bambine cattive, sudore selvaggio a volontà ed in scaletta anche due pezzi dal loro primo 7" "See You at Bouledoque ", con la cover degli HALF JAPANESE "Day & Night", accanto a "King Cobra".
Un sound nervoso, sporco ed isterico al punto giusto che ha fatto la gioia dei tanti appassionati del genere accorsi in Angi.

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Sempre
Il Tempo passa e la sua fine é ignota.
Non importa....
Prendi la parte migliore di te e cadi in là
La vita è bella e l'uomo è cacciatore
e per altro.... staremo per troppo tempo morti.
:-h
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