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Web:
WWW.LASTGREENFIELD.COM
è il nostro sito ufficiale
WWW.VACATIONHOUSERECORDS.COM è il sito della VH
e poi siamo presenti in vari modi (recensioni, interviste, news,
schede..) su molti siti di musica underground
Produzioni realizzate:

"Another Way To Relate" album cd
label: VACATION HOUSE/SOULCRAFT RECORDS
distr: VENUS milano
Tracklist:
1. GREEN
2. ANOTHER WAY TO RELATE
3. I SAY
4. I HAVE UNDERSTOOD YOU
5. GREEN
6. LEARN
7. STORMLORD
8. REAL
9. SUFFER
10. TI KAERB
Total running time: 47' 39"
Recorded and mixed at Hombrelobo studio, Rome - 2003.
-demo 2001 (autoprod. 6 tracks)
-soundtrack video Surfcorner.it #0, 2002 (track:green)
-soundtrack video Surfcorner.it #1, 2003 (track:stormlord)
-compilation per Sadistic records (USA California) in uscita
a breve.
Produzioni in lavorazione:
Stiamo lavorando ai nuovi pezzi, probabilmente per un promo di
3-5 pezzi da far uscire appena ce ne sarà la possibilità
Casa discografica: VACATION HOUSE /
SOULCRAFT RECORDS, gestita da Rudy Medea (Indigesti) distribuzione:
VENUS milano
Samples: http://stage.vitaminic.it/last_green_field
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MUNNEZZA (mar 2003) - demo version
Ultimo lavoro per i Last Green Field, combo capitolino dedito
a una mistura di generi accostabili per vie indirette alle prime
scuole del nu metal d'oltreoceano. La proposta dei LGF è
in verità molto varia: su basi principalmente lente si
articolano riff distorti e pesanti, tanto serrati e acidi da rivendicare
quasi uno stampo più metal che "nu"; in compenso,
in altri momenti si schiudono parentesi altrettanto oscure ma
non distorte, in cui trovano spazio inserzioni elettroniche e
ottimi giochi di effettistica sperimentale. Le sonorità
che prevalgono sono cupe e distruttive, ma non sempre la strada
è quella della violenza sonora: anche la voce, urlata in
gran parte dei brani (graffiante a toni medi, di stampo un po'
"NYHC" ;) non disdegna mai degli intercalare melodici,
sfoderando in più di una occasione anche una buona estensione.
Un paio di pezzi più veloci e cadenzati come Green e Another
way to relate completano un ottimo lavoro, consigliato non solo
agli amanti del nu, ma anche ai nostalgici delle scuole più
arcaiche e schizoidi dell'emo. 4/5
Demian
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RADIO-SUICIDE (sept 2003)
Album di debutto su Vacation house\Soul craft Records per i capitolini
LastGreenField, 9 tracce (+ un bonus ed una ghost track elettronica)
di un new metal psicotico e molto personale con spunti post-core.
La produzione musicale affidata agli Hombrelobo studios di Roma
e' una marcia in piu', il suono superprodotto di Another way to
relate e' una bella mazzata fra capo e collo, il cantante Igor
sembra appena uscito dalla psicanalisi e ci "screma"
in faccia i suoi dolori (vedi "break it" o "suffer")
senza pero' dimenticare la dolcezza e i cantati malinconici ("learn"
su tutte), il disco poi, e' pieno di "elettroniche piccolezze"
che rendono piacevole e scorrevole l'ascolto. Di solito, nelle
recensioni di gruppi emergenti, si tenta di accostare band piu'
famose per far capire al lettore a grandi linee il sound e lo
stile di un gruppo, ed anche se la lezione di Korn e System of
a down e' stata ben assimilata dai LGF, non trovo un gruppo da
potergli accostare per trovare similitudini compositive ...e questo
e' un bene, dovete per forza ascoltarli se volete capire di cosa
parlo percio' collegatevi a www.lastgreenfield.com
Ric Frediani
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MOVIMENTA (oct 2003)
Crossover di quelli che non andranno mai di moda. Crossover di
quelli che non passeranno mai di moda. Analisi grammaticale: hardcore
metallizzato a voce mezza melodica e mezza scream. Per chi non
si è ancora rassegnato a salutare definitivamente i Downset
sarà una buona occasione per recarsi al negozietto di dischi.
Nelle parti urlate il cantante È Rey Anthony Oropeza, qui
sotto lo pseudonimo di Igor
e per tutto il resto c'è
quel bel po' di sana ultraviolenza, derivata da Stayer ma sensibile
alla ritmica "nu" dei primi Coal Chamber, che farà
la gioia di chiunque ha ancora voglia di sfracellarsi la nuca
contro il muro su un break di batteria. Proseguendo sulla strada
dello spaccatutto ad ogni costo, i capitolini Last Green Field
hanno le carte in regola per diventare immensi.
Francesco Farabegoli
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Rassegna stampa:"Another Way To
Relate":
MUNNEZZA (mar 2003) - demo version
RADIO-SUICIDE (sept 2003)
MOVIMENTA (oct 2003)
RUMORE (nov 2003)
KATHODIK.IT (dec 2003)
PSYCHO (dec 2003)
ROCKIT.IT (jan 2004)
NOIZEITALIA.COM (feb 2004)
Altre recensioni sono pubblicate su:
Metal Shock,
www.musicclub.it,
www.radioriot.org,
www.hatetv.it,
www.disintegration.it
Potete trovarle su http://lastgreenfield.com
alla pagina PRESS, o direttamente sui relativi siti.
Video
E' finalmente pronto il video di BREAK IT!!! (ringraziamo
Organic Lab per il preziosissimo aiuto), che sarà scaricabile
direttamente dal nostro sito (05/04 ndr).
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NOIZEITALIA.COM (feb 2004)
Finalmente un disco dalle sonorità numetal/hc che con fierezza
spezza la monotonia di dischi tutti piatti e pulitini che infestano
la scena. I Last Green Field sprigionano un grande impatto e un
grandissimo groove malsano che pesca a piene mani da dischi storici
come "KoRn" o il primo, sottovalutatissimo album, dei
Coal Chamber. Con questo "pesca a piene mani" non voglio
certo dire che ci troviamo di fronte a una mera copia, anzi..
il tutto viene riletto in maniera molto personale (a volte in
maniera piacevolemente sorprendente) e "condito" da
una componente hc efferata (in fondo ci troviamo di fronte ad
una band del rooster VH). Già dall'iniziale "Break
It" (occhio al convincete remix posto in chiusura della stessa
song!) veniamo travolti da un'ondata di rabbia e rancore che non
può lasciare indifferenti: stop and go, riffing sconnesso
e urla rabbiose più un certo sottofondo vagamente noisy
che rende il tutto perfetto. E' un attimo e si viene sottomessi
da pezzi violenti e grintosi come "Green", "Suffer"
o la cupissima titletrack ma non è da sottovalutare un
pezzo come "Learn"che parte come un convincente e commovente
midtempo per poi esplodere in un urlo di dolore. Nove pezzi (più
la già citata remix track) che non vanno presi per la leggera
e che possono fare molto male! Grande prima prova che lascia intravedere
un ampissimo margine di miglioramento. Numetal o meno una band
da supportare senza remore! (band of the month feb 2004)
Head
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ROCKIT.IT (jan 2004)
Tutto comincia nel gennaio 2001 quando le due braccia metal made
in Roma dei Mantra (Gabbo) si congiungono all'esuberanza epical/estetica
dei vocalizzi di Igor: così nascono i Last Green Field,
dalla formazione romana già esistente composta inoltre
da Remo alla chitarra, Federico al basso, Gianni alla batteria.
Rari e perversi nelle sonorità, articolate principalmente
su basi lievi ed effimere e dai riff distorti, i LGF propongono
una visione post-post nu metal con virate dark ciniche e appassionate,
decisamente limbiche: ascoltare per credere. il cd, prodotto agli
Hombrelobo studio dall' allure pregiata di Valerio dei Physique
du role, contiene dieci canzoni fra le quali spiccano le metalliche
Green e Another way to relate in cui le chitarre si intrecciano,
soffocano caleidoscopiche e vivide supportando un impalpabile
drumming, la gelida e visionaria I have understood you affetta
da sonorità distorte e potenti che ammiccano a Predictable
dei Korn, la soffice e deliziosamente devastante Learn contaminata
da aperture melodiche inattese. Per tutti e in particolar modo
per giovani anime metal dal dark mood: i Last Green Field vi piaceranno
da morire.
Camilla Garro
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PSYCHO (dec 2003)
Premetto che era diverso tempo, e cioè da quando il debutto
dei poderosi Kiju non aveva cominciato a rimbalzare nel mio stereo
, che non venivo rapito da un prodotto made in italy. Sarà
che il boom del crossover e dell' hardcore ha cominciato a scemare
anche dalle nostre parti,oppure sarà semplicemente un periodo
negativo. Rimane il fatto che in Italia non escono dischi validi
se non in piccola parte ( penso anche ai bravissimi Ephel duath
). L'inversione di tendenza potrebbero darla proprio i Last green
field, che pubblicano dieci canzoni in bilico tra evoluzioni crossover,
retaggi hardcore e l'incessante pressione dell'emo che incombe.
Le travolgenti ' Break it ' , ' I say ' e 'Suffer' , ma anche
la titletrack,mettono in luce l'ottima voce di Igor capace di
sfruttare un notevole spettro vocale e di conferire originalità
all'aggressività senza tanti fronzoli della band. ' Another
way to relate ' è una prova che dimostra grande maturità
e che dovrà rappresentare gioco forza una rampa di lancio
per il gruppo (che non deve certo fermarsi o accontentarsi di
ciò). Le potenzialità sono veramente tante.
Lorenzo Becciani
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KATHODIK.IT (dec 2003)
Band capitolina che adora sporcarsi le corde con ogni possibile
influenza 'nu' metal e crossover, spesso tirando fuori bei numeri.
Hanno suonato in diversi festival e concerti in tutta Italia e
ovviamente a Roma; 'Another Way To Relate' è il loro debutto
dopo un demo autoprodotto del 2001. Come detto in precedenza non
mancano momenti notevoli: l'attacco di Green è senza dubbio
memorabile, come l'inaspettato canto melodico di Learn e le interessanti
parti 'sperimentali' di I Say. Però la band è ancora
troppo intrappolata tra i soffocanti confini del Nu per colpire
davvero l'ascoltatore. La produzione poi aumenta il senso di soffocamento
del suono, lasciando ben poco spazio agli alti e bombando esageratamente
i bassi. Peccato, visto che spesso la voce di Igor meriterebbe
decisamente più presenza del secondo piano a cui è
generalmente relegata. Nove pezzi tutti di qualità più
che discreta, più un orrendo remix IDM/Techno e la solita
traccia elettronica che non manca mai, che fanno ben sperare,
posto che i LGF riusciranno ad uscire dai confini Downset-Korn.
(voto: 3,5/5)
Damiano Gerli
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RUMORE (nov 2003)
I Last Green Field sono un gruppo, chiamiamolo così, di
nu metal romano. Non vorrei fare loro male definendoli in questo
modo, proprio ora in cui il "cosiddetto" nu metal segna
il passo. Fatto sta che la mostruosa aggressività dei ragazzi
non prende prigionieri. Poche palle: questo E' un album di nu
metal. E che album! Come deve essere. Grezzo, brutale, per certi
versi anche approssimativo. Attraversato da una carica cupa che
ho sentito raramente in altre band. Sicuramente non in cloni dei
Korn tipo Adema. Con i Last Green Field si ritorna alle origini,
alle (s)ragioni di una musica del genere. Barbara, psicotica,
sinistra, devastante. La colonna sonora migliore dei nostri incubi.
Certo l'incisione si può ancora migliorare, la pronuncia
dell'inglese pure, ma l'attitudine e la passione, quelle ci sono.
Assolutamente. Vi assicuro che alcune canzoni (Green, Another
Way To Relate) mi hanno dato i brividi. Ascoltate al volume più
alto che riuscite a tenere. (grad meter: high)
Claudio Sorge
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