En DECLIN è un progetto musicale che nasce a ROMA nel 1996 grazie all’incontro fra Andrea Aschi (chitarra) e Fabrizio Casaccio (voce). Dopo alcuni mesi la formazione si completa con l’ingresso di Carmelo Paci (basso) e Cristiano Loddo (batteria ex ANOTHER DAY). Nel 1999 con questa formazione e sotto il moniker di MY END esce il loro primo lavoro autoprodotto “Nigth Time Flyers”, registrato live in una fatiscente sala di incisione di TORPIGNATTARA (RM). Il suono si arricchisce di nuove influenze approdando ad uno stile più definito vicino a sonorità Swedish Metal. Dopo varie esibizioni live, nel 2000 con il definitivo moniker di En DECLIN, registrano live presso i the Outer Sounds Studios il secondo lavoro dal titolo “Amaranth”. Nel 2001 divergenze stilistiche allontanano Cristiano dal gruppo che viene sostituito da Marco Campioni e la band passa alla stesura di nuovi brani. Nel 2002 definivo addio di Fabrizio, entra cosi a far parte del gruppo il nuovo cantante Maurizio Tavani, che porta all’abbandono dello SCREAM e alla fusione del precedente sound con nuove influenze, alchimia che rappresenta l’attuale indirizzo stilistico degli En DECLIN. Con l’ingresso di Maurizio vengono completati i nuovi brani e nel 2003 il gruppo entra di nuovo in studio, e con la supervisione di Giuseppe Orlando (NOVEMBRE), registrano il nuovo lavoro “Trama” che racchiude quattro melodie musicali divise in sette tracce.
Il promo, che per il momento è autodistribuito, ha riscosso ottime critiche sui giornali specializzati e su innumerevoli webzines.
Oggi la band, con il definitivo ingresso di Daniele Carfagna (chitarra), sta componendo nuovi pezzi per il prossimo lavoro che uscirà per il 2005.
Line up:
Maurizio TAVANI – voce
Carmelo “CIAULA” PACI – basso
Andrea “TRISTANO” ASCHI – chitarre
Marco CAMPIONI – batteria
Daniele CARFAGNA – chitarre
Contatti:
EnDeclin
c/o Maurizio Tavani
via Einaudi 9
02020 Corvaro (RI)
e-mail: endeclin@lycos.it
web site: www.endeclin.it
Rassegna stampa “TRAMA”
METALLOITALIANO.IT
Davvero emozionante questo lavoro degli En Declin, demo di ben sette pezzi, registrato agli Outer Sound Studios di Roma sotto la supervisione di Giuseppe Orlando dei Novembre. Non appena ho inserito il cd dentro al lettore, al partire della prima traccia "Until Bleeding" mi è sembrato di trovarmi di fronte ad un pezzo degli Opeth di quelli acustici. Molte e svariate sono le influenze del quartetto romano fra le quali Stone Temple Pilots, Jeff Buckley, Soundgarden, Tool ma io aggiungerei anche i già citati Opeth che li ricordano davvero molto. Per farvi intendere: immaginate il vecchio Seattle grunge solo nelle parti acustiche però, che incontra gli svedesi di "Damnation" e "Blackwater Park". Non so se riuscite ben a focalizzare questo connubio in ogni caso pressappoco il risultato che ne conviene è questo. Sono rimasta parecchio affascinata dalla voce di Maurizio Tavani e dalla coralità, che non per ripetermi, mi ricorda tantissimo Akerfeldt e soci nei loro ultimi album. Mentre per quanto concerne la parte strumentale prodigo è il lavoro della chitarra (sempre rigorosamente acustica fatta esclusione per qualche rara eccezione) e della sezione ritmica, soprattutto per quanto riguarda le parti di basso pesanti e incisive stile Mendez. Anche se, dalle mie parole, gli EnDeclin potrebbero apparire come un gruppo clone-Opeth, in realtà non lo sono affatto perché comunque riescono a conservare la loro personalità, probabilmente anche per merito di diverse sonorità differenti l'un dall'altra che riescono ad amalgamare così bene insieme. Molto caratteristica la scelta dei titoli che sembrano come formare una frase se letti uno dopo l'altro e delle canzoni concatenate fra loro. Unica pecca se proprio vogliamo trovare il pelo nell'uovo e che forse, a lungo andare, il cd può risultare monotono per via della somiglianza fra loro dei pezzi ma questo non pregiudica il fatto che il lavoro di questo giovane combo romano è davvero singolare... anzi un consiglio: discografici fatevi sotto!
METALMANIACS.IT
Nati a Roma nel 1996 con il monicker My End, gli EnDeclin con il presente "Trama" danno alle stampe il loro terzo demo effettivo (il secondo col nome EnDeclin). Registrato ai The Outer Sounds Studios romani sotto la supervisione del sapiente G. Orlando, questo gioiellino di nebbiosa malinconia è giunto alle mie orecchie, ironia della sorte, in un'arroventata giornata d'agosto, portando con sé un vortice irresistibile di pioggia e foglie secche, e catapultandomi così, a suon di chitarre acustiche e vocalizzi decadenti,in un piovoso pomeriggio autunnale. Parte la prima traccia "Until Bleeding" e subito un nome si staglia all'orizzonte in maniera chiara ed inequivocabile: Opeth. Gli Opeth di "Damnation", gli Opeth acustici, più intimisti e crepuscolari. La stupenda voce di Maurizio Tavani poi, se la sola base strumentale non dovesse bastare a suggerire il confronto, non lascia dubbi. Prendete "My arms, your hearse" dal vostro scaffale (se vi manca, va bene anche "Damnation"), selezionate la traccia numero 7 e ascoltate: ecco, ora potete giudicare a colpo sicuro se gli EnDeclin possano o meno fare al caso vostro. Non voglio dire con questo che la proposta degli EnDeclin si riduca alla mera riproposizione di quanto già fatto dagli Opeth, anzi, anticipo fin d'ora che il mio indice di gradimento per "Trama" è alquanto elevato, ma non posso esimermi dal rilevare quella che è un'influenza a dir poco evidente. Anche perché non finisce qui: la soffusa e rilassante opening track sfuma impercettibilmente (tutte le tracce sono legate tra loro senza intervalli) nella successiva "When edge", song che palesa progressivamente e soprendentemente contaminazioni grunge. Contaminazioni intriganti quanto azzeccate, ravvisabili soprattutto in certe inflessioni vocali, più energiche e insieme lamentose, in cui si destreggia il dotato Maurizio. L'anima dannata degli Alice In Chains più depressi e angosciati (prendete l'Unplugged ad esempio), e la delicatezza cullante dei Pearl Jam in ballad quali "Around the bend" o "Off he goes" (giusto per citarne due) si rivelano preziosa iniezione di freschezza compositiva per l'alchimia musicale creata dagli EnDeclin. Ottima, davvero ottima la resa complessiva, soffusa e rilassata, ma sempre ad alto livello emotivo; complice anche una produzione praticamente perfetta, cristallina, limpida e squillante, che rende al massimo le potenzialità espressive della band. Il disco scorre che è una meraviglia, senza mai stancare: Andrea e Maurizio solleticano le loro chitarre acustiche con leggiadria, la disinvoltura vocale del cantante è lodevole, il basso acustico punteggia e picchietta morbidamente in sottofondo, il batterista Marco accompagna il tutto con raffinatezza, quasi in punta di piedi. Insomma, non c'è che dire: un demo coi fiocchi, che ci mostra un'altra band italiana di cui andar fieri, soprattutto se riuscirà a svincolarsi dalle influenze più ingombranti (di cui sopra), che per ora costituiscono ancora una lieve ipoteca sulle sue spalle. In ogni caso, sorvolando su tali dettagli, il livello qualitativo dell'intero demo è davvero alto, e sono sicura di non sbilanciarmi nel dire che gli EnDeclin sono maturi e pronti fin d'ora ad entrare in studio per registrare il proprio debut ufficiale. Attendo con ansia.
NERDS ATTACK!
Con alle spalle sette lunghi anni di militanza sui palchi capitolini, il progetto Endeclin (già My End) nella rinnovata line-up che vede Maurizio Tavani (voce), Andrea Aschi (chitarre), Carmelo paci (basso) e Marco Campioni (batteria) arriva al terzo lavoro autoprodotto in maniera decisamente sorprendente. Supervisionato da Giuseppe Orlando dei Novembre, "Trama" è composto da sette tracce che hanno come linea d'unione, un'efficace melodia oscura che pervade dall'inizio alla fine l'ascoltatore. I chiari riferimenti (non un difetto sia chiaro) spaziano tra le migliori produzioni uscite nella decade dei 90's, come Soundgarden e Alice In Chains, ma anche Tool e l'indimenticato Jeff Buckley. Una prova maiuscola, pensando anche agli esordi di questo quartetto che si muoveva su metal standard di matrice scandinava, ottimamente registrato e suonato, che piace nell'apertura "Until Bleeding" e nella malinconica prova di "Still Anger" (il brano migliore per chi scrive). Ma non sono da meno le litanie di "When Edge..." e "Turns Blade" fino alla conclusione di "In The Trama" un altro episodio da circoletto rosso firmato En Declin. Aspettando il point break della maturità potete contattarli al seguente indirizzo mail: endeclin@lycos.it.
TRUEMETAL.IT
Seconda dimostrazione di forza degli En Declin sotto questo moniker, dopo svariatissimi cambiamenti di formazione ed ispirazione compositiva. Straordinario l'equilibrio venuto a crearsi nella stesura dei pezzi dopo il passaggio da death metal di stampo svedese a questo rock decadente che tanto ricorda i Porcupine Tree, oltre che ovviamente le ispirazioni citate dagli stessi membri del gruppo: Stone Temple Pilots, Jeff Buckley, Tool, Soundgarden, Deus. Nel 2002 l'abbandono definitivo del precedente cantante porta a dimenticare le scream vocals con il cantato disperato di un degno successore di nome Maurizio. La band romana riesce quindi ad organizzare il proprio materiale e ad intavolarlo in compagnia di un personaggio d'eccezione devastante alla batteria, ma altrettanto bravo nel fare da supervisore alla pittura di un quadro importantissimo per la carriera degli En Declin: proprio Giuseppe Orlando dei Novembre infatti ha aiutato il gruppo in questione a scrivere su silicio quattro diverse melodie musicali divise in sette tracce diverse. Ottima la prestazione e la scelta dei suoni di ogni singolo membro del gruppo, in particolare quella di Carmelo Paci al basso. Ma veniamo alla musica racchiusa in questi trenta minuti. Non pensiate che esagero quando affermo che in questo caso il gruppo è riuscito a raggiungere un feeling compositivo disarmante e suggestivo, esattamente le atmosfere che mi aspettavo e non ho trovato nell'ultimo lavoro degli Opeth. Sono parecchie le caratteristiche che accomunano la scrittura di questi pezzi alle parti acustiche del gruppo svedese, ma mentre considero Damnation una trovata puramente commerciale (Deliverance invece un capolavoro), al contrario gli En Declin firmano la loro definitiva appartenenza al panorama metal italiano con un lavoro tranquillo e coerente in ogni singolo istante con se stesso, un lavoro puramente acustico ed infarcito delle distorsioni più azzeccate, pieno delle caratteristiche che un gruppo come gli Opeth non è riuscito a soddisfare dopo la promessa di mettere alla luce un disco acustico e molto anni settanta. Se ancora vi state chiedendo da dove provenga questo paragone in un certo senso assurdo, significa che non avete ascoltato Trama.
ROCKIT.IT
Le tracce sono 7 ma le canzoni sono 4, divise secondo lo schema 1-2-2-2. Scelta inusuale e francamente poco comprensibile, ma capace di attirare l’attenzione sul disco e di non farla perdere sulla buona qualità della musica che contiene. In primo acchito le sonorità proposte richiamano, con buona pace dei nomi ‘indie’ e ‘post’ citati fra le influenze, quelle classiche di un certo tipo di rock anni ‘90, grazie anche dalla bella voce vedderiana di Maurizio. Lasciata passare la prima impressione, ci si accorge che le due chitarre, ben supportate dalla sessione ritmica, s’intrecciano più che bene, riuscendo a creare melodie ed armonie fra l’interessante e il coinvolgente, e il tutto assume i connotati di una reinterpretazione personale del fenomeno post-rock (qualunque cosa esso sia), oppure, più semplicemente, di una semplice commistione di generi. L’atteggiamento diffuso nei pezzi è triste e dimesso, ma il risultato finale stupisce, oltre che per la padronanza tecnica mostrata dai quattro, per la coerenza che il progetto intero dimostra. Se un consiglio devo dare è quello di continuare così.
METALLIZED.NET
Stupore e meraviglia, i due sentimenti che sorgono dopo aver ascoltato per bene questo "Trama". Stupore nello scoprire che questo gruppo capitolino è ancora senza contratto, meraviglia per uno dei migliori lavori dell'underground italico degli ultimi tempi. Colpisce la maturazione del sound del gruppo, fino a poco tempo fa vicino a sonorità Swedish Death e ora definibile come un rock crepuscolare e di classe, velato da quella rabbia intorpidita di sapore Grunge. Grande merito di questa trasformazione va data a Maurizio Tavani, il cantante che nel 2002 sostituì Fabrizio Casuccio, vocalist delle due precedenti uscite degli EnDeclin ("Night Time Flyers" e "Amaranth"); padrone di un timbro "caldo" e allo stesso tempo oscuro e malinconico, risulta essere un elemento indispensabile per il nuovo corso degli EnDeclin. Registrato agli Outer Sound Studios di Roma sotto la supervisione del bravissimo Giuseppe Orlando, "Trama" lancia gli EnDeclin in un terreno ancora per lo più inesplorato per le giovani band italiane, quel rock emozionale rilanciato ultimamente dal capolavoro" Damnation" degli Opeth; l'opener "Until Bleeding" ci mostra subito le caratteristiche dei nostri capitolini: canzoni soffuse e dolcemente "autunnali", un lavoro chitarristico prevalentemente acustico (rarissime le distorsioni), basso finalmente udibile (tutte le band italiane dovrebbero andare da Giuseppe Orlando!), il tutto a sorreggere le vocals del convincente Maurizio.
L'unico difetto riscontrabile è l'eccessiva omogeneità del prodotto, che ascoltato d'un fiato può finire per intorpidire l'ascoltatore non abituato a questo tipo di sonorità; nei (rari) momenti in cui le canzoni si fanno più pesanti gli EnDeclin dimostrano di saperci fare (d'altronde facevano Death Metal un tempo!) col tempo e con l'esperienza sono certo che riusciranno a limare questo difetto e rendere le loro composizioni più varie quindi...non ci resta che aspettare un full-lenght, per il momento godiamoci "Trama".