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Distorted Pony: Punishment Room

DISTORTED PONY
PUNISHMENT ROOM


On the Plate:
Musica come... cibo per l'Anima.

Los Angeles, primi anni Novanta.
Se Scaruffi si spinge a definire il primo album dei Distorted Pony “delirio continuo e aggravato”, le anime rock possono giudicarsi avvertite: “Punishment Room” è il parossismo del noise : immaginate i momenti di totale dedizione al rumore (frastuono e furore, sì) dei Sonic Youth assemblati alla distruttività e all'aggressività dei Big Black .

Hod , la traccia iniziale, non lascia spazio a dubbi: furibondo ritmo della batteria, distorsioni di chitarra e giro assassino di basso; la voce di David Uskovich scartavetra. Due minuti e venti di livore punk.

Death in the Turnstile mostra addirittura qualche concessione melodica (se così si può dire), pienamente Sonic Youth, stavolta; London May pesta sulla batteria e trascina, deraglia nel ritornello l'equilibrio del brano, tra le grida di Uskovich e le distorsioni. God's List pietrifica: è un'oscura allucinazione, sound post-industriale ed estraneo ad altro dogma che non sia quello del dominio del buio. Splendidamente nichilista.

Splinter pretende d'essere pogata. Distorce ogni percezione e abiura ogni allineamento: dirotta ogni spirito nella metà oscura e martellando lacera.

Il fracasso non accenna a placarsi: irrompe Krank , tra “Drunken Butterfly” e uno strapiombo grunge (pensiamo ai vecchi, cari Stone Temple Pilots ): Uskovich interpreta con vena dark e depressa e curtisiana, e stilemi e dettami joydivisioniani si riconoscono senza eccessiva difficoltà.

Siamo appena a un terzo del disco: sino a questo punto, eccezionalmente inascoltabile. Non basta, è ovvio. Sprofondiamo in Gut Bug : domina e acceca il basso di Dora Jahr, s'intravede uno spiraglio di luce nel riff di Robert Hammer, ancora ipnotizza e pretende devozione il basso di Jahr; è una pioggia di estremismo rock, imprigiona e seduce.

Castration Anxiety è – nella prima parte – uno dei pezzi meno radicali dell'album: attorno ad un minuto e quindici secondi, ecco tornare l'impatto Sonic Youth, distorsione e controtempo e lacerazione d'ogni armonia; è l'intromissione prepotente della batteria di May a restituire l'ascoltatore al clima del resto di “Punishment Room”. Uskovich si supera e fonde Lou Reed con Ian Curtis . Niente male davvero.

Powerless restituisce reminiscenze dei primi eroici Megadeth , lambisce il dark rock e annuncia il suicidio del pop: la frattura tra melodia e frastuono è irrecuperabile. Plague Bed è ovviamente punk e alienante: l'ascoltatore sta camminando su un tappeto di pietre e d'asfalto, e s'accorge di non aver desiderato niente di diverso negli ultimi quindici anni. La terra non esiste. Docile e prossimo a votarmi, con inesprimibile naturalezza, allo schianto d'ogni fede nelle plausibilità delle interazioni con l'alterità, passo a Down Where The Dirt Collects . Incipit da applausi: intro chitarrifera, quindi opportuna batteria e tirannico basso. Muta il tempo la batteria, e si scivola nella distorsione. Vorrei organizzare una scazzottata con chi imposta la programmazione di Mtv e dei suoi epigoni, ma non riesco nemmeno a visualizzare il gioioso istante dell'occupazione della sede che subito vengo rapito da Fee Schedule . Bauhaus e Virgin Prunes oltraggiati da un baratro di dark punk micidiale e irresistibile. M'uncino al basso di Jahr e pretendo che non finisca più di rovesciare le mie percezioni.

Sinners' prayer è figlia di Jesus & Mary Chain e sorella dell'esordio di Trent Reznor, “ Pretty Hate Machine ”; onestamente cupa e industriale, si rivolge a chi non ha dimenticato di pretendere un'evoluzione notturna dal punk.

Forensic Interest è Fugazi , Big Black e Sonic Youth: pesante, rumorosa, liminare e caotica. Blare e Pillar of Salt chiudono degnamente il disco: le sonorità della band californiana non potranno più stupire, coerenza e coesione sono indiscutibili: i Distorted Pony hanno dato vita a un album assolutamente compatto, psichedelico e disturbato .

Concludo con le parole del maestro Scaruffi : “ immerso in atmosfere così pesanti e grigie da far rimpiangere il ‘dark punk' britannico, Punishment Room è una raccolta di rituali sadomaso all'insegna di un rumore di fondo subdolo e ben dosato. L'architettura del loro ‘noise-rock' è unica: al primo ascolto il rombo della chitarra e del basso costituiscono una solida parete di rumore, ma invece quel basso minaccioso in primo piano, che spesso porta la melodia invece di battere solamente il ritmo, e quei diluvi di scordature psichedeliche, accoppiati a una perenne, lancinante distorsione di natura elettronica, finiscono per avere effetti più truci della media. Ne risente anche la ritmica, che è sempre dirompente, grazie a quel martello pneumatico vivente che è London May alla batteria (il nuovo acquisto), doppiato spesso da una rhythm box , ma vibra di stacchetti minimalisti piuttosto che della veemenza punk, più vicina ai Sonic Youth che ai Black Flag. Ciò non toglie che ogni brano sfoggi una melodia (guidata dagli strumenti, non certo dalla voce), per quanto deforme e abominevole, tanto da lambire talvolta la memoria dei Joy Division. I vocalizzi striduli, distorti, urlati coronano questo delirio continuato e aggravato ”.

Imperdibile.

DISTORTED PONY :
David Uskovich . Cantante e chitarrista.
Dora Jahr . Bassista.
Robert Hammer . Chitarrista.
London May . Batteria.
Theodore Jackson . Percussioni.

DISCOGRAFIA ESSENZIALE e BREVI NOTE
Instant Winner , Trance Syndicate, 1994.
Punishment Room , Bomp!, 1992.
Work Makes Freedom , Bomp!, Ep, 1991.

Los Angeles , California . Il cantante e chitarrista David Uskovich e la bassista Dora Jahr fondano il progetto Distorted Pony nel 1986.

Approfondimento in rete : Scaruffi / Trouser Press .

Gianfranco Franchi, “Lankelot” . Febbraio 2005.

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