On the plate
   
 
Il Filo d'Erba : Il Filo d'Erba


IL FILO D’ERBA
IL FILO D’ERBA (Demo)

On the Plate:
Musica come... cibo per l'Anima.

Scena underground romana, 2004.

Il nuovo punto di partenza dei due chitarristi Daniele Gai e Daniele Raggi, allievi del maestro Roberto Spadoni, è la band Il Filo d’Erba. Nel segno d’un set acustico che non escludono di contaminare, negli anni a venire, con l’elettronica, all’insegna d’un eclettismo figlio di una passione, di una fede e di una dedizione all’arte davvero incrollabili, i due giovani artisti romani hanno appena registrato un demo che scintilla del magma di questa fase sperimentale. Daniele Gai e Daniele Raggi collaborano dall’estate del 2003: dopo la promettente e formativa esperienza de “L’Eclisse”, contraddistinta da un’intensa attività dal vivo, hanno intrapreso un nuovo cammino musicale, con la collaborazione della violinista Laura Senatore: l’ambizione è quella di rappresentare ogni condizione e ogni stato d’animo dell’essere umano, dalla gioia alla sofferenza, dalla grazia alla tristezza, dal cazzeggio all’ispirazione. Per esprimere la felicità più grande: quella di suonare e di vivere musica. Senza dimenticare che nessun filo d’erba è uguale a un altro – e che questo è il tempo dell’eterogeneità, delle contaminazioni e della ricerca di sonorità e di contatti nuovi.

Incontro la band in un locale di Trastevere, in una notte di Novembre.
Daniele Raggi, classe 1978, viene da sei anni di esperienza come solista e turnista (spesso al fianco di Patrick Edera). Arrangiatore “atipico”, ha alle spalle ascolti e passioni eclettiche ed eterogenee: dall’adorazione per tutto quel che nasceva dall’officina Pink Floyd, dai tempi di Syd Barrett al post-Waters, da Ummagumma a The Wall, all’interiorizzazione dell’esempio di Miles Davis: Raggi va fondendo in sé rock e jazz, viaggia dalla psichedelia a Charlie Parker. Con un respiro e un’ambizione più grande e diversa – quella d’ibridare queste suggestioni con il massimalismo e il grande respiro neo-classico d’un Morricone, o d’un Vangelis. Contaminazione e ricerca d’arrangiamenti più complessi: queste le due parole chiave del suo nuovo cammino con Il Filo d’Erba.
Nella scena contemporanea, mostra sincero apprezzamento per artisti romani della nuova generazione come Daniele Silvestri, Tiromancino e Alex Britti.

Daniele Gai, classe 1983, è determinato ad avanzare nel nuovo cammino di ricerca della band: non ha paura dei sacrifici, delle difficoltà e degli ostacoli che potranno presentarsi – la musica è sangue e vita. Riconosce d’esser stato estremamente influenzato dalla grande tradizione rock degli anni Settanta – dai Led Zeppelin, ai Deep Purple, a Hendrix – e sente il jazz come seconda fonte e seconda vena: John Coltrane e Miles Davis primi punti di riferimento. Tra gli artisti italiani, apprezza molto Quintorigo e Tiromancino.
Le sue parole d’ordine per Il Filo d’Erba:semplicità ed empatia.

Il demo si compone di cinque brani: l’incipit è Ferma il Tempo: “Siamo, sperduti, lontani e in corsa col tempo / bagnati da gocce di pioggia sul volto, / fra strade mai viste che hanno il profumo...di te. / Se davvero anche tu vedi lo stesso cielo...torna indietro e da domani / ferma il tempo”. Musicalmente, si può percepire l’influenza dei Kings of Convenience e dei Tiromancino: la band si presenta con un impatto molto diretto – è sentimentale e introspettivo, elegiaco quando il violino di Laura s’unisce alle chitarre di Raggi e Gai. Segue Palme e sabbia, musicalmente più vicina ai migliori momenti dell’album di esordio dei Quintorigo. Trascinanti la chitarra ritmica e la chitarra solista che danno vita allo swing di Ninfa; funky è Linea di confine. Conclude questo primo demo Libera.

Le ambizioni della band, in questa fase della loro produzione e della loro ricerca artistica ed esistenziale, sono diverse e affascinanti: progredire e conoscere sempre nuova musica, dedicarsi a differenti progetti e continuare a sperimentare, ancora e ancora: passare dalla creazione di colonne sonore per film e documentari all’esecuzione di concerti in rassegne rock o jazz, incidere dischi e collaborare con altri musicisti: l’idea dei due Daniele è quella di mantenere coerenza nell’incoerenza, di tracciare un sentiero nel disordine della ricerca e nelle fertili influenze dei nuovi ascolti, per potersi riconoscere quotidianamente in quel che vanno creando.
Sognano una comunicazione diretta e totale con chi hanno di fronte, nei concerti: non intendono limitarsi a intrattenere e divertire ed emozionare: puntano a stabilire un legame inscindibile con il pubblico.

Raggi e Gai giudicano internet un’arma a doppio taglio: se da un lato apprezzano la varietà e la straordinarietà di questa vetrina internazionale, dall’altro sentono che se non contribuisce alla creazione d’un contatto diretto tra musicisti, altri musicisti e ascoltatori perderà larga parte delle sue potenzialità rivoluzionarie. Secondo Daniele Gai, è “un book fotografico” universale, che cancella ogni criterio di scelta proponendo qualsiasi alternativa.

Concludo questa presentazione del demo della band invitandovi a visitare il loro sito ufficiale: http://www.ilfiloderba.com/, dove troverete informazioni a proposito dei prossimi concerti e dei nuovi dischi. La line-up sembra destinata a essere completata da un percussionista e da un sassofonista: attendo con grande curiosità la realizzazione di questo disegno. Saluto con piacere, intanto, questo primo demo d’un duo acustico che, se manterrà fede alla sua freschezza, alla sua passione e alla sua vivacità, non potrà passare inosservato.

Gianfranco Franchi, Lankelot. Dicembre 2004.

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La vita è bella e l'uomo è cacciatore
e per altro.... staremo per troppo tempo morti.
:-h