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| Come te non c'è
nessuno.... |
Discografia dei sensi e della memoria, a cura di Enrico
Pietrangeli

CHARLIE MINGUS Mingus Mingus Mingus Mingus Mingus LP 1963 Impulse
Charlie Mingus rappresenta uno di quei personaggi che fa storia a sé, spesso contorti ed intrattabili ma con una marcia in più, tanto da stentare a catalogarli nella forte personalità creativa espressa. Audace ed innovatore per molti aspetti, in altri risente dei numerosi influssi e maestri della scuola afro-americana, a partire da certi retaggi del Be bop e lo stesso Bird. Questo disco risale ai primi anni sessanta, periodo in cui riscuoterà una certa scia di popolarità anche in Europa, ed è prodotto da Bob Thiele per la Impulse, che sembrerebbe non essere stato il solo ad avere un’infinita pazienza nei confronti dell’artista. Qui risalta tutta la sua carica emotiva al contrabbasso con Mood Indigo, che riporta ad Ellington, uno dei suoi tanti e, spesso, eterogenei riferimenti; seguono altre sue cinque composizioni registrate in due distinte session. Nella prima, del gennaio del ’63, non solo compare nella formazione Charlie Mariano al sax alto, ma anche la coinvolgente Better get hit in yo’ soul. Nella seconda, del settembre del ’63, troviamo Hora Decubitus che, senz’altro, è la track più sperimentale ed innovativa di tutto il disco.
E. Pietrangeli* enr@vizzavi.it
www.diamoredimorte.too.it
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MILES DAVIS
Jeru 78º 1950
Capitol
Polvere di stelle, dalla soffitta
del nonno discende e, spruzzino alla mano, ci si
alletta l'intera domenica pomeriggio aspergendo
olio tra vecchi ingranaggi di un grammofono...Come?
Non vi sareste dati da fare altrettanto anche voi
trovando un disco del genere? Lo ammetto, ho scoperto
solo molto più tardi che, con pochi soldi,
era ancora possibile munirsi di un vecchio Dual,
Lenco od altro con tanto di testina ribaltabile
piezoelettrica per i 78 giri. Superati gli stadi
più "integralisti", quelli ancora a manovella,
ci si puo' anche godere con maggiore rilassatezza
questa meravigliosa perla che, insieme a Budo, registrata
in un altro disco, e grazie alla comune produzione
di Pete Rugolo, la Capitol non esitò ad iniziare
a distribuire nel giro di pochi mesi. La musica
di questa "fibra dura" del jazz era, ai tempi, ancora
molto influenzata da Parker e la ritmica del Be
Bop. Jeru, brano che riporta a Gerry Mulligan, Ë
certamente il capolavoro della serie e, sul lato
B, contiene Godchild di George Wallington orchestrata
dal sempre trasgressivo Mulligan presente al sax
tenore nella formazione.
[I testi presenti in questa rubrica sono
di proprietà dell'autore e non riproducibili senza preventiva
autorizzazione]
(*anche autore della raccolta "Di amore, di morte" -
Teseo Editore 2000 - e del romanzo musicale "In un
tempo andato con biglietto di ritorno" edito da Proposte Editoriali ISBN 88-87431-45-0 INFOLINE: 3200228959
)
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