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"Abbiamo imparato a nostre spese che a Roma,
ma non solo, un progetto musicale indipendente fa molta fatica
ad emergere. Come già molti altri nella stessa situazione,
siamo giunti alla conclusione che è meglio muoversi avendo
un basso profilo e cercando di non calpestare i piedi a nessuno
per non perdere il terreno guadagnato faticosamente, come sito
d'informazione però, sentiamo la necessità di aprire
gli occhi agli appassionati attraverso l'opinione degli addetti
ai lavori, e siamo convinti che qualsiasi gruppo che si muova
nella scena romana, ma non solo, potrebbe/dovrebbe denunciarne
le evidenti deficienze. Pubblichiamo
quindi l'opinione di un gruppo, che si firma con uno pseudonimo,
ma che garantiamo essere attivo nella scena da vari anni. Questo
breve intervento vuole essere da stimolo per gli altri musicisti
di Roma, principalmente per quelli già accreditati presso
di noi, che invitiamo a comunicarci la loro "Opinione sulla
scena", possibilmente in chiave propositiva, seguendo la
nostra linea editoriale:
"Parlare della musica (a Roma),
creando una spinta positiva che stimoli la gente ad investire
le proprie risorse eccedenti (tempo,
energia, soldi)
nel "fenomeno musicale" Verace", ma potete
anche inviare le vostre magagne/proteste che tratteremo comunque
con un'autocensura come fatto in: A
Roma nel locale **censurato** di P7, alternativamente
v'invitiamo a dare il vostro contributo in forma di semplice supporto/conferma
della presa di posizione del nostro Kilwa (che non segue
la linea editoriale, ma quando ci vuole ci vuole). I contributi
e le citazioni di supporto al presente articolo, saranno tutti
pubblicati sotto uno pseudonimo, e quindi coperti dall'anonimato,
ma avranno comunque valore di testimonianza in quanto da noi garantiti
come appartenenti ad un progetto musicale accreditato. (Luglio
2k3)
Staff
P.S. "Tu come la vedi?"
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La scena a
Roma
Bene, la situazione musicale a Roma non delle
più rosee dal nostro punto di vista. Si fatica troppo a trovare
canali divulgativi e spazi dove poter esibirsi. Quando accade è
un lavoraccio che non viene ripagato giustamente. (addirittura in
alcuni posti non ti danno neanche una consumazione !!) Nel frattempo
nei programmi dei locali troneggiano le cover-band che vengono seguite
da un folto popolo di fan che si accontentano di una mera imitazione
dei loro divi, che si accontentano di un feticcio del divertimento
nel tempo libero. Ma anche la musica cosiddetta "originale"
risente di costanti influenze esterofile e dittature modaiole, che
tra l'altro vengono seguite con imbarazzante ritardo e disinformazione
a riguardo. A noi non frega niente che la musica sia originale o falsa,
vorremmo solo vedere spettacoli divertenti, fatti con passione...
Tra le band capitoline non corre buon sangue: è difficile stabilire
rapporti di scambio reciproco tra le persone che appartengono a scuole
stilistiche differenti... ci sono i rockers, i nu-metallari, i jazzisti,
i rumoristi, gli alternativi, i poppettari, i cantautori che oltre
a sottolineare le loro differenze non trovano neanche il coraggio
di insultarsi reciprocamente (sempre meglio dell'indifferenza). A
questo sistema danno supporto e ragione la gran parte delle produzioni
indipendenti (con alcune debite eccezioni, senza fare nomi) che non
fanno altro che incoraggiare la perdita di fantasia e la subordinazione
della nostra musica rispetto ai modelli esteri. Non è un ritorno
al nazionalismo futurista di Marinetti & company il nostro, ma
siamo convinti che dovremmo smetterla di sentirci inferiori ai personaggi
di cui acquistiamo i dischi, a quelli che vengono incensati sulle
riviste specializzate... I veri alternativi sono le major che stanno
guadagnando con i loro stessi nemici..... Lunga vita agli "ibribi"
e agli squalificati.
Kilwa
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